Scritto da:

Dott. Miran Bole

L’artrosi è un processo degenerativo di un’articolazione nel suo complesso, caratterizzata da lesioni progressive della cartilagine articolare e dell’osso sottostante, che provoca un grado variabile di limitazione funzionale ed ha un impatto negativo sulla qualità di vita. Le manifestazioni cliniche più comuni sono dolore, gonfiore, rimodellamento delle ossa stesse e dei legamenti. In assenza di traumatismi (artrosi secondaria) è direttamente correlata all’avanzare dell’età ed è una delle principali cause di dolore cronico e disabilità nella popolazione adulta ed anziana: l’invecchiamento cellulare altera infatti l’equilibrio elettrochimico delle cellule, favorendo il processo degenerativo artrosico.

I condrociti (le cellule della cartilagine) perdono progressivamente la capacità di nutrire e riparare il tessuto articolare che risulterà progressivamente più rugoso, con irregolarità e/o avvallamenti: tutto ciò inficia la scorrevolezza delle superfici articolari portando l’articolazione a una riduzione di movimento. Ad oggi non è stata ancora trovata una cura definitiva per questa problematica, ma vi sono diverse modalità di controllo e rallentamento di questo processo: terapia farmacologica, terapia chirurgica e soprattutto riabilitazione e terapia fisica strumentale rigenerativa, che risultano consigliate nella maggioranza dei casi, indipendentemente dallo stadio precoce o avanzato del problema.

La terapia PST® è una delle metodiche moderne per il trattamento delle patologie degenerative delle articolazioni. La metodica è stata inventata in America nei primi anni novanta dal biofisico dott. Markoll, non è invasiva ed è del tutto indolore.

La terapia prevede l’applicazione di un campo magnetico a bassissima frequenza, pulsato e dalle caratteristiche brevettate, che stimola la fisiologica rigenerazione delle cellule cartilaginee ed ossee, simulando un processo del tutto naturale che avverrebbe normalmente nelle articolazioni mediante il movimento. Agisce quindi sul sintomo dolore supportando l’organismo nei suoi naturali processi autostimolanti, auto riparativi e rigenerativi mediante la normalizzazione del campo elettrico fisiologico delle cellule cartilaginee.

Il percorso terapeutico con le apparecchiature PST® per il trattamento delle problematiche artrosiche segue un protocollo definito in 9 sedute da 1 ora ciascuna, tutti i giorni, con possibile esclusione nei fine settimana. Durante le sedute il paziente viene fatto accomodare in posizione confortevole, mentre l’articolazione da trattare viene posizionata al centro del magnete.

Durante la singola seduta la percezione del paziente si limita a una sensazione di leggero e piacevole tepore sulla zona trattata, o in alcuni casi una specie di formicolio appena percettibile. Questi fenomeni sono probabilmente dovuti alla riattivazione del microcircolo capillare in seguito alla stimolazione magnetica delle cellule dell’organismo. In nessun caso si deve avvertire dolore durante o dopo la terapia; piuttosto si può avvertire una sensazione di pesantezza e stanchezza, anche generale se le articolazioni trattate sono molto grandi (colonna vertebrale, anche, ginocchia). Dopo la terapia con PST è sconsigliato svolgere ulteriori attività gravosi, siano esse di tipo professionale che sportivo, in modo da dare tempo all’organismo di assimilare nel migliore dei modi la stimolazione ricevuta.

I risultati in termini di riduzione del dolore sono apprezzabili già nella prima settimana dopo la conclusione del ciclo terapeutico, ma si esprimono al meglio dopo il terzo mese dalla fine delle sedute. Ugualmente la mobilità articolare migliora progressivamente, con un apice del beneficio che va dai 6 ai 12 mesi dopo la conclusione del trattamento. Successivamente si consiglia di rivalutare la situazione con il professionista sanitario di riferimento per procedere con un
eventuale secondo ciclo. In alcuni casi già destinati alla chirurgia protesica si è riusciti a rimandare l’intervento di alcuni anni, pur mantenendo una soddisfacente qualità della vita.

È questo il caso del signor G.B. che a 65 anni, passati praticando regolarmente attività motorie all’aria aperta, si vedeva negare le proprie passeggiate in Carso da un fastidioso dolore e rigidità alle ginocchia ed alle anche. Recandosi dal proprio medico con le radiografie in mano, il responso è stato chiaro: presenza di moderate multiple formazioni osteofitosiche, restringimento visibile e limitato dello spazio articolare e sclerosi ossea iniziale non marcata (classificazione Kellgren Lawrence grado 3). Si prospettava in un futuro non remoto un intervento chirurgico di artroprotesi. Ma prima di incidere, ha deciso di farsi rivalutare dallo staff del Centro Artrosi Fisiomed Italia dove gli abbiamo proposto un percorso alternativo.

Il nostro medico ortopedico gli ha consigliato un ciclo di cure con la terapia PST, la nutrizionista ha modificato le sue abitudini alimentari e i fisioterapisti hanno stilato un programma di ricondizionamento progressivo della muscolatura degli arti inferiori. Dopo un paio di settimane il dolore al carico era nettamente diminuito, tanto da permettere al paziente di riprendere blande passeggiate. A 3 mesi dall’inizio della terapia, la rigidità mattutina si era più che dimezzata, tanto da indurre il paziente a sospendere le sedute di fisioterapia e proseguire con gli esercizi in autonomia.

Ad oggi sono passati 5 anni dal nostro primo incontro. G.B. conclude ogni anno in primavera un protocollo di 9 sedute di terapia PST, ha ripreso totalmente la sua attività motoria all’aperto e gestisce in autonomia la rigidità con gli esercizi che gli sono stati consegnati ed insegnati.

L’evoluzione della malattia è stata praticamente arrestata e i referti radiografici a 5 anni di distanza sono rimasti sostanzialmente identici a quelli iniziali, con la differenza dell’assenza dei sintomi e delle disabilità motorie.
La terapia PST® trova indicazione anche in tutte quelle manifestazioni dolorose e di origine muscoloscheletrica della colonna (artrosi, colpo di frusta) degli arti superiori (tendinopatie al gomito e spalla, rizoartrosi, omoartrosi), arti inferiori (coxartrosi, gonartrosi, meniscopatie, tendinopatie rotulee e achillee) nonché come coadiuvante nel trattamento dell’osteoporosi e delle fibromialgie. L’associazione della terapia PST® con terapia farmacologica, altre terapie biostimolanti come diatermia e Risonanza Molecolare Quantica (QMR) e con l’esercizio fisico ne potenzia e consolida l’effetto benefico. Lo staff multidisciplinare del Centro Artrosi Fisiomed Italia (medico specialista, fisioterapista, nutrizionista, personal trainer) saprà stilare un programma completo cucito addosso alla persona e alla sua specificità: non esiste infatti un protocollo unico che vada bene per chiunque.

Gli effetti collaterali della terapia sono minimi e possono essere correlati a una buona risposta dell’organismo alla terapia stessa: si riassumono in un leggero senso di formicolio e/o calore nella zona trattata. La terapia PST® non va eseguita su pazienti portatori di pacemaker, affetti da patologia tumorale negli ultimi 5 anni, patologie cardiache gravi (angina, insufficienza cardiaca, aritmia) e donne in gravidanza.

Articoli correlati

L’alimentazione dello sportivo

L’alimentazione dello sportivo

Scritto da:All’attività sportiva, sia essa dilettantistica che agonistica, è importante affiancare una corretta alimentazione. Questo non solo per mantenere il peso forma, ma anche per aumentare le prestazioni sportive e mantenere il corpo sano, evitando di causare...

leggi tutto
Send this to a friend