Scritto da:

Dott.ssa Elena Ugricic

Che cos’è la Borsite Troncaterica?

La borsite è un’infiammazione della borsa di un’articolazione, l’ammortizzatore anatomico che si
trova in molte articolazioni, che permette lo scorrimento dei tessuti molli sui piani ossei
sottostanti. Le borse sinoviali possono infiammarsi e dare origine a dolore per moltissimi motivi.
Per borsite trocanterica si intende l’infiammazione che riguarda una delle borse sinoviali che
hanno il compito di separare il grande trocantere dai tendini dei muscoli glutei, il tratto ileo tibiale
e il tensore della fascia lata.
Il grande trocantere è una prominenza ossea che si trova nella parte laterale del femore, su cui si
inseriscono i tendini dei muscoli sopracitati.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo più comune della borsite trocanterica è il dolore localizzato nella parte alta della coscia,
sul lato esterno, all’altezza dell’anca, che però può irradiarsi fino al ginocchio. Il dolore è spesso
descritto dai soggetti come un indolenzimento o bruciore.
Spesso il dolore è accompagnato da gonfiore, rossore e sensazione di calore nella zona
interessata.
Il dolore è spesso associato alla rigidità articolare, in particolare modo nei movimenti di abduzione
e rotazione dell’anca.
La sintomatologia dolorosa peggiora con le attività in carico sull’arto e può accentuarsi di notte,
dormendo sul fianco oppure durante un’attività fisica di basso impatto come una camminata.
Il dolore ha un impatto importante sulle attività quotidiane, come camminare, fare le scale, o stare
seduti o in piedi a lungo.

Cause e fattori di rischio

La causa scatenante dell’infiammazione è una frizione anomala fra le inserzioni dei muscoli sul
grande trocantere e la borsa sinoviale, che può essere dovuta a diversi fattori quali movimenti
ripetitivi, eventi traumatici, squilibri posturali, debolezza dei muscoli dell’anca, artrosi ed artriti.
La causa più nota di borsite trocanterica è la dismetria, ovvero una lunghezza diversa degli arti
inferiori. Può essere anche associata ad un danno secondario provocato da condizioni quali
scoliosi, debolezza dei muscoli dell’anca osteoatrosi e precedenti interventi chirurgici a carico
dell’anca, come ad esempio la protesi, calcificazioni a livello dei tendini.

Come si diagnostica?

La diagnosi viene effettuata dallo specialista, quasi sempre Ortopedico, Fisiatra o Medico
Sportivo.
Lo specialista diagnostica la borsite attraverso l’anamnesi ed un accurato esame obiettivo, ove
necessario può prescrive esami diagnostici quali ecografia e risonanza magnetica.

Quali sono i trattamenti possibili

Le opzioni di trattamento possono essere di tipo conservativo o chirurgico.
Il medico, a seconda del caso clinico, può consigliare un approccio conservativo, nei casi più
gravi e recidivanti invece consiglierà il trattamento chirurgico.

Trattamento conservativo

Il trattamento conservativo è solitamente il primo approccio al paziente affetto da borsite
trocanterica.
Il trattamento conservativo prevede riposo, applicazioni di ghiaccio, terapie fisiche e terapia
manuale e assunzione di farmaci antinfiammatori e, nei casi più seri, infiltrazioni cortisoniche nella
zona.

La terapia farmacologica si avvale di farmaci antinfiammatori per via orale o cerotti con principio
attivo da applicare direttamente sulla zona dolorante.
Le terapie fisiche hanno lo scopo, come i farmaci antinfiammatori, di disinfiammare la borsa,
mentre la terapia manuale viene associata per ristabilire il corretto equilibrio neuromuscolare che è
indispensabile per evitare sfregamenti anomali fra le strutture anatomiche che rivestono il grande
trocantere. Il trattamento riabilitativo consiste nell’allungamento di muscoli contratti quali il
tensore della fascia lata e/o l’ileopsoas, e nel rinforzo dei muscoli che controllano il bacino che
sono i glutei e gli addominali.
Tra le terapie fisiche strumentali più efficaci troviamo le onde d’urto, gli ultrasuoni, il laser ed in
fine la tecar.
È importante valutare i fattori che hanno rappresentato la causa della borsite trocanterica come il
peso o la dismetria, consigliando ad esempio l’utilizzo di plantari personalizzati.
Non è necessario dunque intervenire per via chirurgica, ma spesso nonostante la terapia la borsite
va in contro a recidive.

Trattamento chirurgico

Nella borsite trocanterica la chirurgia è una soluzione poco frequente. Tuttavia, nei casi che si
presentano come recidivanti o più gravi si può optare per l’opzione chirurgica che prevede la
borsectomia.
La tecnica attuale di esecuzione della borsectomia è l’artroscopia, un approccio chirurgico
minimamente invasivo che non richiede l’anestesia generale, ma solo quella locale, e non impone
il ricovero ospedaliero, ma solo un periodo di osservazione della durata di qualche ora.

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