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Fisioterapia Trieste

Dott. Miran Bole

Alzi la mano chi non ha mai sofferto di “cervicale”… Ovviamente ci aspettiamo pochissime mani alzate, in quanto il disturbo doloroso nella regione cervicale (spesso abbreviato appunto in “cervicale”) è una delle sintomatologie più diffuse assieme al mal di schiena aspecifico e al quale si accomuna per molteplici fattori e come il mal di schiena può peggiorare significativamente la qualità della vita nelle persone che ne soffrono.
Chi è soggetto a questo disturbo lamenta spesso dolore e rigidità nella zona che comprende la nuca, le spalle e le scapole. A volte si associa ad altri sintomi come mal di testa, nausea, vertigine.

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La “cervicale” è in realtà semplicemente la regione anatomica del collo, che si trova tra l’occipite e la prima vertebra toracica, alla base del collo. Le 7 vertebre che compongo la colonna vertebrale cervicale hanno la funzione di sostenere e orientare il capo nello spazio, oltre a fungere da punto di ancoraggio superiore per tanti muscoli deputati alla funzionalità dell’arto superiore e della respirazione.

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Alla struttura scheletrica si aggiungono i dischi intervertebrali, i legamenti, i muscoli, l’apparato vascolare, le ghiandole, il midollo spinale ed i plessi nervosi ai lati del collo. Già la complessità anatomica di queste strutture più far immaginare la molteplicità di cause che possono portare a un disturbo doloroso cervicale.

Le cause del dolore cervicalgia

La stragrande maggioranza delle persone in età adulta ha sperimentato almeno una volta nella propria vita un episodio di dolore cervicale. Le indagini statistiche ci raccontano che uomini e donne ne sono colpiti in egual misura. Ma quali sono realmente le cause del dolore cervicale?

  • Alterazioni posturali: il mantenimento di una postura fissa, anche se idealmente “corretta”, può portare a un eccessivo irrigidimento della muscolatura, con conseguente contrattura dolorosa della stessa. La postura ideale in realtà non esiste! Le evidenze attuali suggeriscono di variare spesso la postura del proprio corpo (non solo della colonna cervicale) in modo da stimolare la muscolatura e tutti i tessuti ad accorciarsi e ridistendersi ciclicamente. Questo ha effetti benefici sul microcircolo sanguigno e quindi sul nutrimento del muscolo e degli altri tessuti, oltre al miglioramento della percezione e del controllo del proprio corpo nello spazio.
  • Trauma acuto: il più conosciuto è certamente il colpo di frusta, quando il capo compie un brusco movimento in avanti e immediatamente dopo all’indietro. La violenza di questo meccanismo lesivo può danneggiare diverse strutture: muscoli e tendini, nervi, legamenti e nei casi più gravi perfino le ossa della colonna vertebrale. Nei casi più lievi i sintomi saranno principalmente legati alla rigidità meccanica della regione cervicale, mentre nei casi più gravi si possono associare disturbi alla vista, ronzio alle orecchie, nausea, vertigini, brachialgie.
  • Sovraccarico funzionale: alcune attività lavorative e/o sportive prevedono l’esecuzione ripetitiva di gesti con la parte superiore del corpo (testa, spalle e braccia). La ripetizione esasperata degli stessi movimenti comporta uno stress meccanico eccessivo sulle strutture miofasciali, con conseguente indolenzimento che può sfociare in dolore.
  • Disturbi psicologici: lo stress psicologico e gli stati ansiosi permanenti possono portare a somatizzare le tensioni, specialmente nella regione sottonucale e cervicale, inducendo talvolta fenomeni spiacevoli come cefalea, stato semiconfusionale e dizziness.
  • Malattie sistemiche: le patologie reumatiche (artrite reumatoide, artrite psoriasica ecc) coinvolgono principalmente le grandi articolazioni, e lo stato infiammatorio generale che colpisce anche il cingolo scapolare può irradiarsi fino alla regione cervicale.
  • Degenerazione tissutale: con l’avanzare dell’età i tessuti umani tendono a disidratarsi e perdere le proprie caratteristiche fisicoelastiche. L’invecchiamento fisiologico delle strutture cervicali può portare a spondiloartrosi cervicale con o senza stenosi (restringimento del canale midollare) e alle discopatie.
    In questa categoria inseriremo anche le problematiche legate alle protrusioni ed ernie discali. Fortunatamente la maggior parte di esse si presenta in maniera completamente asintomatica e viene scoperta per caso durante la refertazione di qualche esame strumentale. In alcuni casi è invece la compressione della protrusione/ernia che comprimendo la radice nervosa spinale evoca dolore locale e irradiato. In questi casi notiamo a volte anche alterazione della sensibilità alle mani e perdita di forza.
  • Fibromialgia: la sindrome fibromialgica coinvolge una moltitudine di sintomi psicosomatici, tra cui spesso troviamo la rigidità articolare e conseguentemente il dolore in svariate aree del corpo. La regione cervicale ovviamente non ne è esente.
  • Infezioni e tumori sono cause gravi di dolore cervicale e devono essere trattate dall’equipe medica. Le loro manifestazioni sono solitamente di tipo costante, che non diminuiscono con il trattamento farmacologico né con il riposo.

Pur essendo tutte le cause sopracitate degne di approfondimento, è anche vero che le cause più frequenti sono quelle meno “gravi”, ovvero legate a fattori muscolari, dovuti a eccesso o difetto di movimento nelle attività quotidiane. Oltre a ciò bisogna ribadire che anche le cause che sembrano apparentemente più gravi possono tratte un ottimo giovamento dalla terapia riabilitativa conservativa e sono rari i casi in cui si rende necessario scomodare la pratica chirurgica.

L’esercizio fisico per la cervicalgia

Nel caso della cervicalgia pura, di origine posturale, miofasciale o nel caso della cervicalgia legata a disturbi degenerativi, gli alleati migliori sono l’esercizio e l’attività motoria adattata. La prima scelta terapeutica sarà quindi stilare un corretto programma di esercizio, da associare ad eventuali tecniche manuali (pompage, manipolazioni, trattamento dei trigger points, massaggio miofasciale) o strumentali con apparecchiature elettromedicali (laserterapia, tecarterapia). L’uso prolungato di farmaci e il ritardo nell’inizio della fisioterapia hanno un impatto negativo sulla risoluzione del disturbo.

Gli esercizi proposti saranno calibrati in base al disturbo e alle necessità della singola persona. La colonna cervicale può essere sottoposta a compiti e carichi notevolmente diversi a seconda delle attività svolte. Non esiste quindi un eserciziario che vada bene per chiunque!
Tuttavia possiamo citare alcune categorie di esercizi, di cui vedremo qualche esempio:

  • Rinforzo catena anteriore: attivare i muscoli flessori profondi del capo aiuta a ristabilire un corretto equilibrio tra i gruppi muscolari. Richiederemo quindi un abbassamento del mento verso lo sterno.
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  • Rinforzo catena posteriore: gli estensori sono i muscoli che sorreggono la testa e ne prevengono la caduta in avanti. Useremo una resistenza elastica trazionandola in avanti con le mani.
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  • Mobilità: rompere le posture fisse obbligate, come ad esempio durante le attività lavorative al videoterminale, aiuta a tenere la muscolatura elastica ed evitare contratture posturali. Richiederemo di disegnare i numeri (o lettere, forme geometriche o qualsiasi altra cosa) con la punta del naso.
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Spesso gli esercizi sono pochi e semplici, in modo che la persona possa eseguirli in molteplici situazioni della vita quotidiana. L’esercizio autonomo dura non più di 8/10 minuti, ma è importante che sia svolto con regolarità nell’arco del periodo di trattamento e dopo ad esso, per mantenere il beneficio raggiunto. Se, come accennato, la maggior parte dei disturbi cervicali sono risolvibili con la fisioterapia, ci sono altre cause che necessitano di un approccio medico. I fisioterapisti di Fisiomed Italia sapranno inquadrare ogni singolo caso in base alla propria valutazione e rimandare il paziente al medico (neurologo, fisiatra, ortopedico o medico di medicina generale) per approfondimenti e per stilare una diagnosi medica precisa.

Il centro di Fisioterapia Fisiomed Italia offre un servizio completo di fisioterapia e riabilitazione di carattere traumatologico, ortopedico e sportivo occupandosi inoltre di recuperi post- chirurgici. Integrando le diverse competenze mediche, il team di fisioterapisti e laureati in scienze motorie guida il paziente verso un percorso di recupero volto al ripristino del benessere delle attività quotidiane e nella ripresa sportiva.

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