Scritto da:

Dott. Michele Mezzetti

Dott.ssa Gabriella Marin

Le onde d’urto o eswt ( extracorporeal shock wave theraphy) sono un trattamento che trova molteplici applicazioni nelle patologie che colpiscono la spalla.

Cosa sono le onde d’urto?

Le onde d’urto sono sostanzialmente delle onde di natura meccanica che vanno a creare all’interno dei tessuti biologici quello che viene chiamato effetto cavitativo (generano al passaggio delle microbolle di gas le quali poi scoppiando vanno a indurre uno stimolo meccanico ai tessuti stessi).

Ci sono fondamentalmente due tipi di onda d’urto, focale (come dice la parola stessa l’emissione viene concentrata in un punto) o radiale (in questo caso l’onda va disperdendosi lateralmente simulando un pò quello che è il moto delle onde che si generano quando lanciamo un sasso in acqua).

Possiamo avere inoltre diversi tipi di generatore d’ onda, le più diffuse attualmente possono avere generatore piezoelettrico, elettromagnetico o balistico.

Che patologie vengono trattate con le onde d’urto?

Le principali patologie in cui l’onda d’urto trova applicazione sono:

-Tendinopatie (con o senza presenza di calcificazione)
-Piccole lesioni tendinee ancora in uno stadio prechirurgico
-Esiti cicatriziali di lesioni muscolari
-Borsiti
-Tendiniti come ad esempio capo lungo del bicipite o sovraspinato

Che cos’è una calcificazione?

La calcificazione è per definizione l’accumulo di sali di calcio all’interno di un tendine. E’ l’espressione di un processo infiammatorio cronico a cui l’organismo cerca di rispondere con un processo riparativo esagerato. La sua presenza è spesso associata ad un dolore acuto che si presenta soprattutto in alcune posizioni particolari dove il suo volume va a impicciare nello spazio articolare.

Per la sua diagnosi oltre alla clinica un esame radiografico (RX) o ecografico (ECO) danno una conferma immediata della sua presenza. Radiologicamente si vede una piccola formazione bianca, non sempre densa piuttosto frastagliata.

La tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori nella sua evoluzione attraversa tre fasi: uno stadio pre-calcifico, spesso asintomatico, uno in cui la calcificazione comincia a formarsi, caratterizzato da sintomi dolorosi soprattutto di notte e posizionali, e infine la fase del riassorbimento.

L’onda d’urto rompe la calcificazione?

Assolutamente no, l’obiettivo dell’onda d’urto non è quello di rompere osso o deformare calcificazioni tendinee ma indurre una sorta di “danno” tissutale controllato che induca l’attivazione dei fisiologici processi di recupero dell’organismo

Le onde d’urto sono dolorose?

Spesso il trattamento con onde d’urto viene descritto come molto doloroso; vediamo di chiarire alcuni punti a riguardo.
Storicamente si, il trattamento con onde d’urto era doloroso, tant’è vero che i primi protocolli prevedevano anche l’uso di anestetici. Successivamente,e per fortuna con il miglioramento delle apparecchiature che oggi consentono al terapista una più vasta gamma di frequenze e potenze con cui operare, il trattamento non risulta più così ingestibile. Rimane un trattamento poco piacevole ( non possiamo definirlo rilassante), ma con le dovute precauzioni da parte dell’operatore, diventa assolutamente sopportabile per chiunque, anche là dove la zona da trattare sia dolente in partenza

Esempio di patologia: la tendinopatia calcifica del sovraspinato.

Soprattutto nelle prime fasi della patologia, la calcificazione è più un gel calcifico che, sotto l’azione meccanica delle onde d’urto, può essere riassorbito. Quando invece il gel si solidifica, parliamo di una calcificazione strutturata; questo tipo di calcificazione non è possibile romperla completamente, quindi il trattamento viene effettuato per il suo effetto stimolante e antinfiammatorio sulle zone pericalcifiche con lo scopo di eliminare il dolore.
Il protocollo scelto dal centro Spalla Top Therapy Fisiomed Italia per il trattamento delle tendinopatie calcifiche del sovraspinato, prevede l’uso di onde d’urto radiali a sorgente balistica, si snoda su quattro sedute a cadenza di 4/7 giorni l’una dall’altra; la durata dipende dal tempo necessario ad esaurire gli spot sufficienti per indurre la stimolazione dei tessuti. Nello specifico un tempo variabile fra i cinque minuti e circa un quarto d’ora con un numero di spot che si aggira tra i 2000 e i 3000 a seconda della dimensione della calcificazione stessa e dello stato dei tessuti circostanti che va valutato caso per caso. Ricordiamo che l’onda d’urto va a creare uno stimolo tissutale e ad attivare processi biologici che hanno bisogno di un lasso di tempo per essere completi.

Per ottenere il reale risultato della terapia, occorre quindi attendere un periodo che può arrivare ai 3/6 mesi. Il trattamento con onde d’urto per trattare le varie patologie della spalla è già efficace da solo; tuttavia sia la nostra esperienza, che le pubblicazioni internazionali, suggeriscono che l’inserimento del trattamento in un programma strutturato, compreso di esercizi attivi specifici per la singola persona e, in relazione alle specifiche attività che la persona svolge, aumenta l’efficacia del trattamento sul lungo periodo.

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