Scritto da:

Dott. Michele Mezzetti

La bandelletta ileotibiale (o bendella ileotibiale, tratto ileotibiale o banda di Maissat a seconda della nomenclatura) è una spessa fascia di tessuto connettivo che decorre lateralmente all’arto inferiore dall’apice della coscia fino a sotto il ginocchio e la sua attività è strettamente connessa al muscolo tensore della fascia lata e al muscolo grande gluteo.

Funzione della bandelletta

La bandelletta supporta il muscolo tensore della fascia lata nelle sue funzioni di abduttore dell’anca e flessore/rotatore di ginocchio ed il grande gluteo nelle sue azioni di estensore di ginocchio.

Ha inoltre un importantissimo ruolo nello stabilizzare l’articolazione del ginocchio in tutti quei compiti che prevedono di stare in appoggio su un solo piede (monopodalico) quindi anche in compiti che spesso ci vedono coinvolti quali la corsa o anche più semplicemente una camminata.

Per questi suoi importanti compiti, se troppo sollecitata, spesso va incontro a stati infiammatori che comportano insorgenza di dolore, anche molto intenso, e conseguente limitazione delle attività possibili.

Cos’è la sindrome della bandelletta ileo tibiale?

La bandelletta ileotibiale può incorrere in stati infiammatori e vengono definiti sindrome della bandelletta (o ginocchio del corridore). Questa problematica nasce da un sovraccarico funzionale (carichi eccessivi e prolungati) e trova la sua espressione con un dolore localizzato al comparto laterale del ginocchio.

Infatti durante i movimenti di flesso estensione del ginocchio la bandelletta si muove scorrendo sopra il condilo laterale del femore e se questo fenomeno fisiologico avviene numerose volte nel tempo può scatenare un’irritazione della bandelletta stessa e causare infiammazione.

Incidenza della sindrome della bandelletta ileo tibiale

La sindrome della bandelletta ileotibiale è una patologia piuttosto diffusa tanto da risultare, secondo la letteratura, il 5-10% delle problematiche di ginocchio non traumatiche che arrivano all’attenzione di ortopedici e fisioterapisti.

Fattori di rischio per l’insorgenza della sindrome della bandelletta:

  • Corsa su lunghe distanze
  • Ciclismo se si usa una bicicletta non idonea o non regolata adeguatamente sull’altezza di chi la usa 
  • Utilizzo di scarpe da corsa logore ( in questo caso anche distanze brevi possono portare all’insorgenza della problematica 
  • Un riscaldamento non idoneo prima di attività sportive che la sollecitano
  • Piani di allenamento non adeguati e troppo intensi per chi inizia un’attività
  • Corsa in salita, su terreno irregolare o su pista se saltuariamente non si inverte il senso della corsa
  • La scarsa attivazione dei muscoli abduttori dell’anca (piccolo e medio gluteo, tensore della fascia lata, piriforme e sartorio)
  • Lo stile a “rana” nel nuoto
  • Fattori anatomici quali iperpronazione, cavismo o piattismo del piede , artrosi del ginocchio , dismetrie degli arti inferiori

Sintomi della sindrome della bandelletta?

La manifestazione tipica di questa problematica è un dolore acuto nella parte esterna del ginocchio. In una fase iniziale il dolore compare solamente in attività che sollecitano la bandelletta (corsa, calcio ecc…) e scompare a riposo, in una situazione piu’ avanzata il dolore invece tende a non scomparire a riposo e l’area di dolore tende ad ampliarsi risalendo il lato della coscia e sul lato esterno della gamba. In alcuni casi si può osservare un gonfiore nella sede interessata.Può presentarsi una sensazione di ginocchio “rigido” dopo una certa distanza percorsa ad esempio correndo.

Come si cura?

La cura della sindrome della bandelletta parte da una corretta diagnosi, in questo caso molto utili possono essere dei test di corsa su tapis-roulant o salita/discesa di uno step.

In genere il trattamento di questa problematica è di tipo conservativo e prevede:

  • Modificazione delle attività che generano dolore, ad esempio riducendo i carichi di lavoro
  • Utilizzo di farmaci antinfiammatori in fase acuta
  • Uso di applicazioni locali di ghiaccio (dalle 3 alle 5 volte al giorno, mai a contatto diretto per tempi fra i 10 e i 15 minuti)
  • Approccio fisioterapico

Qual’è l’approccio fisioterapico?

Il trattamento fisioterapico della sindrome della bandelletta prevede un approccio multilivello che associa l’utilizzo di terapie fisiche strumentali ad un lavoro di esercizio attivo da parte del paziente. 

Nello specifico vengono utilizzate in fase acuta terapie quali il laser (nel nostro centro viene utilizzato un laser ad alta potenza, il laser YAG) e la tecarterapia, qualora ci trovassimo di fronte ad una problematica cronica o in fase cronicizzante si predilige l’approccio con terapia ad onde d’urto (ESWT). 

Come accennato in precedenza è fondamentale associare alla terapia fisica con il suo effetto antalgico, antinfiammatorio e biostimolante, un programma di esercizi volti a migliorare l’elasticità dei tessuti e migliorare il tono/trofismo muscolare ( quelli che spesso vengono banalmente classificati con termini quali stretching e rinforzo). Ogni paziente ha il suo programma personalizzato di esercizi in quanto questi vengono modulati in base a esigenze e attività specifiche che la persona svolge.

Esempi di esercizio

  • Utilizzo di tavolette o cuscini propriocettivi per migliorare la stabilità del ginocchio
  • Esercizi di allungamento della catena laterale di coscia e dei muscoli adduttori

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