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Dott.ssa Sara Carando

L’osteoporosi è una malattia cronica che interessa l’apparato scheletrico e che comporta un indebolimento strutturale della componente ossea. Questa risulta quindi avere una densità minerale ridotta ed una fragilità tale per cui è meno resistente al carico meccanico e più esposta al rischio di fratture.

L’osso è un tessuto vivo con un proprio ciclo vitale che, nell’arco della vita, gli permette di modificarsie ripararsi attraverso un processo chiamato di “rimodellamento , attraverso il quale il tessuto vecchio e danneggiato viene rimosso e sostituito da osso nuovo, in modo da renderlo il più funzionale possibile alle esigenze delle diverse età. Con l’avanzare del tempo il processo demolitivo e di riassorbimento (per opera degli osteoclasti, che distruggono la matrice ossea) tende ad essere maggiore rispetto a quello di costruzione dell’osso (attraverso gli osteoblasti, che invece concorrono alla deposizione di matrice ossea e formazione dell’osso) e l’osteoporosi si sviluppa proprio quando questa perdita diventa eccessiva e patologica. Non è però soltanto correlata all’invecchiamento, ma una vera e propria malattia che si può manifestare sia
in forma primitiva che secondaria. La prima colpisce gli anziani e le donne in post-menopausa, la seconda invece può interessare soggetti di qualunque età che sviluppano un indebolimento scheletrico a causa di altri fattori, come l’assunzione di alcuni farmaci o malattie croniche preesistenti.

Come si manifesta

L’osteoporosi è una malattia silente che rende difficile individuarla a causa di assenza di sintomi, e spesso il suo esordio si ha con una frattura da fragilità; la maggior parte delle volte solo in seguito a questa il soggetto si reca dal proprio medico che,valutata la situazione, prescriverà esami specifici (densitometria ossea) ed altri accertamenti (radiografia della colonna
vertebrale, esami del sangue e delle urine) in grado di evidenziare la presenza della malattia per evitare il deteriorarsi ulteriore del sistema osseo e l’eventualità di altre fratture.

Valori di riferimento

In Italia circa il 25% delle donne oltre i 40 anni ed il 15% degli uomini con più di 60 anni soffre di osteoporosi , per un totale di circa 5 milioni di persone, di cui l’80% sono donne in post-menopausa. Considerando l’aumento dell’aspettativa di vita i numeri sono destinati ad aumentare, ma è anche vero che nella società di oggi i/le sessantenni sono persone inserite in un contesto lavorativo e familiare ancora attivo e, per questo motivo, l’osteoporosi non va considerato come un passaggio inevitabile legato all’età, ma che si può combattere attraverso diagnosi precoce, cure farmacologiche ed integratori, ed all’importante fattore dell’esercizio fisico. L’esame più significativo per individuare l’osteoporosi è la MOC (mineralometria ossea computerizzata), che fornisce il valore della densità minerale dell’osso(T-score), strettamente connessa al rischio di fratture. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità un valore di t-score superiore a -1 indica una salute ossea normale; per i valori compresi fra -1 e -2,5 si parla di osteopenia, per i valori al di sotto di -2,5 si classifica l’osteoporosi;

Lo screening, chiamato anche MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata),viene consigliato a tutte le donne in menopausa e anche eventualmente prima, al comparire di incurvamenti della colonna in avanti, o in caso di fattori di rischio risaputi, come osteoporosi in famiglia o malattie del metabolismo. E’ una tecnica rapida (non richiede più di 5 minuti) ed indolore, che permette una precisa valutazione del contenuto minerale presente in tutto lo scheletro, o in alcuni distretti ossei particolarmente soggetti alla perdita di massa; utilizza raggi X in dosi bassissime (molto inferiori a quelle di una radiografia ed infinitamente inferiori rispetto ad una TAC), ed è per questo un esame sicuro che può essere tranquillamente ripetuto nel tempo e che fornisce una valutazione quantitativa della BMD (Bone Mineral Density) del paziente esaminato in confronto al valore medio di una popolazione di adulti giovani sani, con un picco di massa ossea adeguata. Ai fini di una precoce diagnosi di osteoporosi, infatti, la tradizionale indagine radiologica risulta inefficace poiché evidenzia la massa scheletrica quando questa si è già ridotta del 30%.

Come tenere in salute le nostra ossa

Appurata l’importanza della diagnosi tempestiva che evidenzi la presenza della malattia ed il trattamento farmacologico, è altresì vero che la prevenzione primaria influisce sui fattori di rischio acquisiti e quindi modificabili , dai quali dipende circa il 50% della nostra salute ossea;  il restante 50% è geneticamente determinato e quindi non modificabile. 
I 5 consigli ,quindi, che vi diamo per proteggere e rinforzare le vostra ossa sono:

1. Esercizio fisico: si differenzierà in base alla fragilità ossea, all’età del soggetto, alle cause ed al grado di osteoporosi ed avrà lo scopo di irrobustire l’osso attraverso il rinforzo della muscolatura, il miglioramento del controllo posturale e dell’equilibrio, della coordinazione e stabilità del tronco e delle anche. Esercizi aerobici, poi, miglioreranno la capacità cardiovascolare e manterranno elastiche le strutture muscolo/tendinee (camminare è uno dei modi più semplici per mantenersi in forma e contribuire alla salute dello scheletro);

2. Alimentazione sana ed equilibrata, che preveda un’adeguata quantità di calcio (latte e derivati, noci, nocciole,mandorle e frutta secca, legumi) e vitamina D (olio di fegato di merluzzo, salmone, uova) che garantisce l’assorbimento del calcio introdotto con gli alimenti (la regolare esposizione al sole, anche di pochi minuti al giorno, favorisce l’80% del suo fabbisogno, dal momento che sono pochi i cibi che la contengono e solo in piccole quantità). Diminuire il consumo di sale, che aumenta l’eliminazione di calcio con l’urina.

3. No fumo: rappresenta un fattore di rischio che porta alla progressiva perdita di massa ossea; da una metanalisi è emerso che il fumo da parte delle donne aumenta il rischio di frattura del bacino in età avanzata di circa il 50% rispetto alle donne non fumatrici;

4. Riduzione di alcool, che ha effetti tossici sulle cellule adibite alla produzione di matrice ossea (osteoblasti);

5. Consulto medico per avere informazioni su prevenzione ed eventuale terapia (screening preventivo, farmaci su misura del paziente, in base al grado di rischio fratture riscontrato).

L’approccio dei nostri fisioterapisti all’osteoporosi:

Dopo aver effettuato la visita medica specialistica e quindi con diagnosi accertata, i nostri fisioterapisti procedono con:

– Preventiva “educazione” del paziente riguardo le buone abitudini da seguire per cercare di contenere il deterioramento osseo,evitare cadute e per supportare l’intera struttura scheletrica nelle attività quotidiane;

– Applicazione di terapie fisiche :in modo mirato su particolari distretti anatomici (magnetoterapia) o rivolto all’intero organismo (PST, campi magnetici pulsati), al fine di stimolare la rigenerazione ed il consolidamento osseo e rallentare il processo di diminuzione della densità ossea; laser yag e Hilt, tecarterapia per diminuire la sintomatologia dolorosa e rilassare la muscolatura contratta ed altri innovative terapie strumentali come la Q-physio, per la rigenerazione del tessuto osseo.

– Fisiopalestra: programmi individualizzati per aumentare la resistenza dell’osso e la forza muscolare (esercizi di tonificazione, di ‘equilibrio e stabilità per una corretta postura e deambulazione, attività aerobica adeguatamente somministrata).

Perché scegliere il Centro Osteoporosi Fisiomed Italia se sei affetto da Osteoporosi: perché un team completo di professionisti, dal medico endocrinologo ai fisioterapisti e laureati in scienze motorie, ti seguiranno dalla valutazione iniziale che confermerà la diagnosi e ti sottoporrà ad accertamenti specifici (MOC), alle terapie fisiche per la riduzione del dolore, alla pratica di esercizio fisico personalizzato nella nostra palestra medica.

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