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Dott. Michele Mezzetti

Il trattamento di un infortunio nello sport, più che in altre situazioni, non può soffermarsi solamente
sul ripristino del distretto anatomico colpito dalla lesione ma deve tenere conto anche del vissuto
dell’atleta in quanto l’impatto psicologico può essere importante.
Pensiamo ad esempio a chi si allena per mesi in funzione di una competizione e poco prima della
gara si ritrova fuori gioco per un infortunio, o a chi ha degli infortuni ripetuti nel tempo o chi è al
suo primo infortunio e non sa come comportarsi: ovviamente il problema avrà delle ripercussioni
non solo anatomiche, tanto è vero che esistono delle scale di valutazione apposite per valutare se
l’atleta ha superato l’infortunio anche da un punto di vista psicologico (ad esempio la psychological
readiness to return to sport scale).
E’ importante valutare la componente psicologica in quanto si è visto che un recupero non ottimale
da questo punto di vista facilmente porta a reinfortunio (si altera il gesto atletico per ”proteggere” la
parte lesa con sovraccarichi ad altre strutture) o nei casi peggiori lo sconforto può portare addirittura
all’abbandono della pratica sportiva.

Oggi siamo qui per vedere se questa componente possa essere gestita appoggiandosi a una struttura
fatta di professionisti preparati analizzando quelle che possono essere le domande più frequenti post
infortunio:

Quando posso rientrare?

Quando l’inquadramento della problematica è valutato a dovere , il tempo intercorso dal l’infortunio garantisce una sicura guarigione della lesione ( diffida da chi ti dice allenati come abitualmente fai che sentire dolore é ”normale”) e alcuni parametri quali valutazione della forza mobilità ed altri parametri sport specifici rientrano in standard precisi.

Mi rifarò di nuovo male?

Anche qui la risposta è no se ti affidi a noi presso il nostro Centro dello Sportivo in quanto i nostri protocolli di recupero fanno riferimento a linee guida validate a
livello internazionale (utilizzo di terapie fisiche strumentali all’avanguardia ed esercizi terapeutici
programmati ad hoc sulla singola problematica).

Questo infortunio influirà sul resto della stagione?

Purtroppo si… ma l’impatto può essere
minimizzato, anzi può essere un’occasione per lavorare su alcuni aspetti che non consideri e paradossalmente farti tornare più forte di prima! Spessissimo infatti alla base di un infortunio ci sono dei piccoli squilibri che possiamo aiutarti ad individuare ed a correggere.

Posso evitare l’infortunio?

Certamente! La prevenzione è alla base di tutto! (e voglio citare…”meglio prevenire che curare”, no?) quando conosci i corretti metodi di riscaldamento pre-gara e i corretti metodi di allenamento farsi male diventa molto più difficile.

Tornerò competitivo dopo l’infortunio?

Si, seguendo quelle che sono le linee guida per una corretta gestione dell’infortunio e con un’adeguata programmazione del rientro in campo, senza forzare i
tempi biologici della guarigione, la possibilità del ritorno a livelli competitivi c’è.

Vediamo adesso assieme un esempio pratico:

Il sig. GD si è presentato nel nostro studio in seguito alla seconda ricostruzione del legamento crociato anteriore di ginocchio. Dopo una prima valutazione scopriamo che il suo obiettivo principale è quello di un ritorno all’attività lavorativa abbandonando lo sport in quanto l’eventualità
di un nuovo infortunio lo terrorizza.
Abbiamo così iniziato il programma riabilitativo che per un intervento di questo calibro dura diversi mesi. In una prima fase ci siamo concentrati sul recupero della mobilità ed una gestione delle problematiche relative all’immediato post-chirurgico (dolore, gonfiore), nello specifico siamo andati a lavorare sulla gestione autonoma del problema (cose da fare/non fare, educazione all’uso
stampelle, esercizi da cominciare a svolgere da subito anche a casa) , abbiamo lavorato in ambulatorio con le terapie fisiche strumentali per ridurre dolore e gonfiore e con delle mobilizzazioni passive sotto la soglia del dolore per il recupero della mobilità.
Già dopo questa prima fase GD ci comunica di essere rimasto sorpreso positivamente rispetto al suo primo percorso in quanto il dolore è notevolmente minore.
In una seconda fase (circa dopo un mese dall’intervento) abbiamo eliminato le stampelle e iniziato a lavorare sul recupero di un cammino quanto più fisiologico possibile. Per fare ciò abbiamo fatto una valutazione posturale globale di GD avvalendoci anche di un esame baropodometrico statico/dinamico che ci ha consentito una valutazione oggettiva di eventuali asimmetrie.
Abbiamo quindi impostato un programma di esercizi volti non solo alla gestione del ginocchio operato ma in un’ottica più globale a tutto il sistema posturale di GD, quindi inserendo esercizi per quella che viene chiamata core stability che vanno a lavorare anche sul tronco.
Dopo poco più di tre mesi dall’intervento GD ha avuto l’autorizzazione dall’ortopedico per ricominciare a correre. Il nostro approccio a questo importante step è quello di utilizzare un metodo in cui la corsa viene analizzata prima in situazione protetta, cioè lavorando sui prerequisiti che la corsa prevede, ed inserendo poi questi in un progressivo allenamento alla corsa stessa su tapis-roulant. Seguendo la nostra proposta e visti i risultati fin qui ottenuti GD continua nel percorso assieme nonostante le iniziali titubanze a un rientro all’attività sportiva.

Dopo un ulteriore periodo di lavoro dove sempre più si andava verso un aumento del programma di esercizi da svolgere in autonomia arriva finalmente l’ok dell’ortopedico alla ripresa dell’attività completa. Ci siamo quindi confrontati con GD il quale ci ha detto di voler riprendere in quanto le sue perplessità si erano via via dissipate grazie alla qualità del recupero confrontato con l’intervento precedente.
Abbiamo iniziato quindi la fase di rientro all’attività (nel suo caso calcio) con degli esercizi sport correlati e un ri-allenamento specifico.
Ad oggi GD non ha più avuto alcun problema con il suo ginocchio e continua la sua attività di calciatore agonista.

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